LORD  BYRON  and  his  TIMES
Byron
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Conversations on Religion, with Lord Byron
Francesco Bruno to James Kennedy, 18 March 1824
INTRODUCTION & INDEXES
DOCUMENT INFORMATION
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Preface
Prelude
First Conversation
Kennedy on Scripture
Second Conversation
Third Conversation
Fourth Conversation
Fifth Conversation
Memoir of Byron
Byron’s Character
Appendix
Notes
Memorandum
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Zantè, li 18 Maggio, 1824.
Dottore Stimatissimo,

Mi congratulo assai con voi del progetto di publicare le conversazioni religiose che aveste coll’ onorevole Lord Byron di buona memoria; ma spiacemi non potervi dare altre informazioni sopra le di lui intenzioni circa al Metodismo, fuorchè non vi era certamente attaccato, sebbene manifestasse per quello della stima, e specialmente alia vostra persona, che considerava una delle più oneste e brava che si possano trovare.

Vi dirò piutosto che non passava quasi mai giorno che non fosse marcato da qualche atto di beneficenza, e che il povero, o l’ infelice non si presentavano mai alia porta di Mylord senza essere certi che ricevevano il balsamo della consolazione; che predominava fra le altre belle di lui qualità, quella di un cuore compassionevole e sensibile fuor di misura per il misero e disgraziato, e che la suaborsa era sempre aperta in loro favore. E inutile che vi parli del riavio alia loro patria di quei Turchi e Turche in N°. di 25, ciò che fu tutta quanta opera sua, nè; vi accennerò le spese fatte, e le sue intenzioni per l’ educazione di quella piccola Turca con sua madre, che voi dovevate ricevere, ma che sgraziatamente vollero ritornare in Prevasa dove si trova il padre della bambina. Quando qualche miserabile era gravemente infermo o per caduta, o fratture, od altri mali, Mylord senza esserne
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richiesto, subito mi mandava da quegli infelici per guarirli, somministrando loro medicine, ed ogni necessario soccorso. Fù uno dei primi in Missolunghi che diede qualche soccorso per stabilire un’ ospedale. Mylord amava poi anche sommamente la giustizia, e non poteva tollerare la bugia nemmeno per scherzo; era dotato d’ una sincerità senza pari, e tollerante al massimo grado circa gli affari di religione. Le di lui beneficenze fatte in Cefalonia a sufficienza le conoscete; quelle moltissime fatte in Italia, ed in altre parti, voi le conoscerete dal
Mr. Fletcher, e dal Conte Gamba. Circa la lettura della sacra Bibbia, mi pare che se ne occupasse, poichè la teneva sul di lui tavolino da studio con altri suoi libri: altro non saprei dirvi che confermare le verità che potrete scrivere sul conto dell— eccelso personaggio, onde accrescere sempre più la di lui fama, e gloria.

Con piacere poi vi informo che voi foste la fortunata cagione che io lessi e considerai il nuovo testamento da capo a fondo, ed acquistai una gran disposizione alia conversione al Metodismo. Tuttavia non sono ancora intieramente metodista riguardo alia credenza, ma lo sono perfettamente, e dei più entusiasti per il fine politico del publico bene. Poichè vedo nel Metodismo tutto il vantaggio delle altre religioni, e più ancora quel che è della massima importanza, che mancano le chiese, ed il loro fasto, i frati, i preti, le cerimonie religiose, ed altre cose simili, che costano ai popoli somme immense, le quale impiegate in altre opere migliori, frutterebbero il più grande vantaggio alia umanità; e poi mancando quel
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numeroso ceto di frati, o preti, od altri simili oziosi che formano uno stato nello state, e che proteggono con ogni loro mezzo i tiranni, questi perderebbero moltissimo delta loro forza essendo i popoli metodisti, e vice versa i popoli acquisterrebbero immensamente verso la libertà credendo nel puro Evangelo.

Per questo motivo specialmente io feci altri metodisti, e sono impegnatissimo nell’ accrescerne il numero; e quelli che non posso persuadere, o convincere abbastanzu colla ragione, e colla prove della sacra scrittura, e del nuovo testamento, li conduco al Metodismo per questa via politica, così bella, e così buona: ma quel che vi ha di curioso è questo, che mentre voglio convincere gli altri, e ridurli,—come voi dite “sulla buona strada,”—convince pure me medesimo, e mi riscaldo sempre più per questa cosi nobile, e vantaggiosa riforma.

Non vi parlo della morte del benemerito Lord Byron per non irritare di più una piega di già abbastanza per se dolorosa: mi basta il dirvi che due principalmente furono le cngioni della di lui morte. Un giovane dottore Inglese, che per fare la corte e piacere a Mylord, che ripugnava alle cavate di sangue, si oppose sempre alle mie fervide instanze perchè si cavasse sangue, e metteva in ridicolo le minaccie ed il pronostico che facevo a Mylord della certa sua morte se non si lasciava cavare sangue in abbondanza. L’ altra è un’ individuo in carica eminente, ma volgarissimo di condizione, di maniere, e di costumi, il quale due o tre volte al giorno visitava Mylord, sempre ripetendogli, non ascoltate i medici, mangiate, bevete, non lasciatevi toccare il sangue
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e fate ciò che vi dico io che son migliore di tutti i dottori. Costui ora è fuggito da Missolunghi. Nel mio grave dolore io avrò sempre la dolce consolazione che ogni individuo della famiglia di Mylord, e tutti quelli che approssimavano S. E., fanno ampia testimonianza, e mi rendono giustizia, come pure il dottore Inglese, e altri due medici consulenti, i quali tutti affermano che se Mylord aderiva alia sola mia cura, sarebbe ancora certamente nella vita. Il triste fine della raalattia di Mylord, ed i pin manifesti segni di infiammazione che si trovarono nel cervello, comprovarono pienamente i miei pronostici, mentre dall’ altra parte gli altri tre dottori della cura, rimasero grandemente meravigliati del più grosso sbaglio che abbiano potuto mai prendere nella diagnosi, nella cura, e nel pronostico della malattia che facevano sempre buono fine quasi agli ultimi istanti, talmente io gridava che Mylord era i nprofondo sopore vicino della morte, ed essi così ciechi dicevano che era un sonno profondo, ed utile della crisi salutare, che andavano pronosticando.

Aggradite i miei compliment!, e favorite di presentarli alla vostra molto rispettabile consorte, al Dottore Miour, e al Conte Delladecima, ai quali vi prego di far leggere queste poche cose sulla malattia di Mylord. Procurate di mantenervi in buona salute, conservatemi la vostra amicizia e tenete mi sempre qual

Vostro affezionatissimo e sincere Amico,
(Sottoscritto)  Francesco Bruno.
A molto lllustre Sig.
Il Sig. Dottor Kennedy.